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PagoPA, cos’è, come funziona e come aziende e cittadini possono pagare servizi pubblici online



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PagoPA è il portale nazionale dei pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione. Ed è in continua evoluzione, con nuovi servizi disponibili e una migliorata esperienza di pagamento. Cos’è pagoPA? Come pagare online con pagoPA? Qui il quadro aggiornato

Aggiornato il 30 gen 2026



PagoPA è il portale nazionale dei pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione. Ed è in continua evoluzione, con nuovi servizi disponibilità e una migliorata esperienza di pagamento. Cos'è PagoPA? Come pagare online con PagoPA ? Qui il quadro aggiornato

In sintesi

  • Il sistema nazionale pagoPA gestisce i pagamenti verso la PA: quasi 2 miliardi di operazioni dal 2016, con oltre 448,6 milioni e 100,5 miliardi € nel 2025.
  • L’app IO, front-end mobile integrato a pagoPA, conta 13,7 milioni di utenti attivi, quasi 16.000 enti integrati e oltre 1,3 miliardi di messaggi inviati.
  • Pagamenti multicanale gestiti da PSP e dal Nodo dei Pagamenti; usare SPID/CIE, verificare URL e mittenti per difendersi dal phishing.
Riassunto generato con AI

PagoPA è il sistema nazionale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, grazie al quale possono essere effettuati tutti i pagamenti da cittadini e imprese verso qualsiasi tipologia di Ente pubblico.

Dal 2016 ad oggi pagoPA ha registrato una crescita esponenziale e costante, sia in termini di transazioni che di controvalore dei pagamenti, sfiorando oggi (a inizio 2026) i 2 miliardi di operazioni di pagamento gestite complessivamente dal primo anno di operatività della piattaforma.

Guardando all’ultimo triennio, in particolare:

  • nel 2023, le transazioni gestite hanno superato i 386 milioni per un controvalore di oltre 83 miliardi di euro;
  • nel 2024, ammontavano a 422 milioni, per un controvalore economico di oltre 93 miliardi di euro;
  • a fine 2025, il totale delle operazioni effettuate tramite pagoPA ha superato quota 448,6 milioni, pari a più di 100,5 miliardi di euro.

IO, l’app dei servizi pubblici

Nativamente integrata a pagoPA, l’app IO – nata per semplificare la fruizione dei servizi digitali della pubblica amministrazione tramite un unico canale di accesso da smartphone o tablet – funge anche da front-end mobile della piattaforma dei pagamenti. Dal suo lancio ad aprile 2020:

  • Oltre 1,3 miliardi di messaggi inviati dagli enti ai cittadini tramite l’app.
  • Quasi 16.000 enti hanno integrato su IO oltre 375.000 servizi.
  • L’app IO conta 13,7 milioni di utenti attivi negli ultimi 12 mesi.

I benefici di pagoPA e dell’app IO sono:

  • Maggiore semplicità e velocità per i cittadini nel pagare i servizi pubblici.
  • Riduzione dei costi per la Pubblica Amministrazione.
  • Maggiore trasparenza e tracciabilità dei pagamenti.
  • Migliore comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini.

Per conoscere ​​i costi di commissione applicati dai Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti a pagoPA è possibile consultare la pagina ufficiale sulla trasparenza con il calcolatore delle commissioni in base al PSP.

Cos’è pagoPA e come funziona

pagoPA è la piattaforma realizzata per semplificare e aumentare la qualità e la quantità dei servizi di pagamento offerti da ogni Pubblica Amministrazione (Comuni, Province, Regioni, aziende a partecipazione pubblica, scuole, università, ASL, INPS, Agenzia delle Entrate, ACI, etc.) ed effettuarli nella massima sicurezza.

pagoPA non è, quindi, un sito dove pagare, ma una modalità standardizzata di pagamento che si può utilizzare attraverso moltissimi strumenti e canali di pagamento diversi.

Accessibili sia tramite il sito dell’ente verso il quale occorre effettuare un pagamento (il sito del Comune per pagare la retta dell’asilo o quello dell’Ateneo per le tasse universitarie), sia tramite gli sportelli fisici e virtuali messi a disposizione da numerosissimi Prestatori di Servizi di Pagamento detti PSP, ossia banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica.

Parliamo dunque di sportelli bancari, home banking – ricercando la voce CBILL o pagoPA – postazioni ATM abilitate, le reti Mooney e Punto Lis, gli Uffici Postali, nonché le app di pagamento quali PayPal, BANCOMAT Pay o Satispay.

Da giugno 2024 è possibile effettuare pagamenti degli avvisi pagoPA anche da migliaia di distributori automatici in tutta Italia.

Cosa è possibile pagare con pagoPA

Innanzitutto, i pagamenti possono essere spontanei, ovvero eseguiti su autonoma iniziativa del cittadino o dell’azienda (per esempio a fronte di una richiesta di servizio), oppure attesi, cioè dovuti richiesti dall’Ente a fronte di una posizione debitoria preesistente, come accade per i tributi comunali, le locazioni, i bolli, le bollette, le tasse universitarie, il ticket per i servizi sanitari etc.

Come pagare con pagoPA: tipologie e modelli di pagamento

Entrambe le tipologie di pagamento – spontanee o attese – possono essere eseguite tramite un unico modello di processo, ma dal punto di vista del cittadino versante può essere differenziato in base al touchpoint utilizzato per avviare il pagamento:

pagoPA: pagamento dal sito della piattaforma

Quando riceve un avviso pagoPA, il cittadino può pagare dal sito della piattaforma stessa. Basterà cliccare sul pulsante “Paga” nell’homepage, scansionare il QR code o inserire il codice dell’avviso e il codice fiscale dell’ente. Dopo aver visualizzato i dettagli dell’avviso potrà scegliere la modalità di pagamento e il PSP che gestirà l’operazione, avendo totale visibilità sulle commissioni richieste da ciascuno.

pagoPA: pagamento dal sito web/mobile app dell’Ente creditore

L’utente può anche pagare a partire dal sito dell’ente; in questo caso verrà reindirizzato al sito di pagoPA per completare l’operazione scegliendo il metodo di pagamento e il PSP con il quale finalizzare l’operazione.
La modalità di pagamento attraverso il sito di un Ente creditore o di pagoPA è stata recentemente oggetto di alcune novità volte a migliorare l’esperienza di pagamento, tra cui:

  • un nuovo design, che modifica l’aspetto generale del percorso sulla piattaforma,
  • aggiornamenti di infrastrutture e processi che, pur non essendo visibili all’utente finale, consentono di beneficiare di un sistema di pagamento ancora più efficiente,
  • sempre più metodi di pagamento, tra gli ultimi Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay, e con funzionalità evolute, ad esempio la possibilità di dividere l’importo in rate.

pagoPA: pagamento con Poste

Per pagare con pagoPA alle Poste, si può utilizzare il bollettino postale che viene integrato negli avvisi da parte dell’amministrazione, oppure accedendo con SPID ai servizi Poste online.

pagoPA: pagamento in tabaccheria

In tabaccheria si potrà pagare presentando il bollettino: l’esercente utilizzerà un lettore di QR Code per evincere i dati necessari.

pagoPA: pagamento in banca

Allo stesso modo anche allo sportello della banca bisognerà portare il bollettino e mostrare il QR Code. Invece, è possibile anche pagare agli sportelli ATM grazie al circuito CBILL, selezionabile dal menù.

pagoPA: pagamento sull’app IO

Per chi è utente dell’app IO, grazie all’ integrazione con pagoPA, è possibile pagare servizi e tributi direttamente dall’app in pochi secondi, nella sezione “Pagamenti”.

Questo è possibile tramite il messaggio contenente l’avviso di pagamento ricevuto in app dall’ente creditore oppure inquadrando il QR code riportato sull’avviso cartaceo. Lo storico delle operazioni è sempre consultabile dalla sezione “Pagamenti” di IO.

Da inizio 2024, qualunque sia l’opzione scelta dal cittadino, se questo ha scaricato e attivato correttamente IO sul proprio smartphone, a seguito di un pagamento riceverà direttamente in app una ricevuta in formato PDF. Questo documento conterrà informazioni su chi ha effettuato il pagamento (se questo è avvenuto tramite l’app IO), sulla transazione, quali il codice identificativo della transazione, il nome del PSP che ha gestito il pagamento, la data e l’ora dell’operazione, e sull’avviso pagato, come l’oggetto del pagamento, l’intestatario della posizione debitoria, il nome dell’ente creditore, il codice dell’avviso e l’importo corrisposto. L’utente potrà liberamente scaricare una copia, conservandone comunque una in app.

Come pagare con pagoPA il bollo auto

Il pagamento del bollo auto avviene tramite pagoPA, in una delle modalità descritte prima ma anche, per alcune regioni, attraverso i servizi digitali di ACI – Automobile club d’Italia.[2]

Dalla home page del portale ACI si dovrà andare su “Servizi” nel menu e cliccare su “Bollo auto”.

Nella pagina dedicata al servizio, bisognerà scorrere fino a trovare il box “Bollonet: paga il bollo” e cliccare sul pulsante “bollo.aci.it” per essere reindirizzati alla piattaforma apposita. Una volta lì si potrà accedere alla procedura, tramite SPID e CIE, cliccando su “Accedi”.

Eseguito l’accesso, sarà possibile procedere cliccando su “Inizia procedura”. Si aprirà una pagina “Scegli come iniziare”:

  1. “Da un veicolo di tua competenza o memorizzato” dove è segnalata l’eventuale scadenza di pagamento;
  2. “Dalla targa” se il veicolo del quale vogliamo pagare il bollo non è nostro o non è stato memorizzato;
  3. “Dal Codice Avviso riportato sull’Avviso di Pagamento PagoPA o dal nr. Pratica” se si è in possesso di tale avviso;

Una volta selezionata l’opzione preferita, comparirà un pulsante “Vuoi pagare il bollo?”. Cliccando verrà mostrato l’importo assieme ai dettagli del veicolo in oggetto. Cliccando su “Continua” sarà possibile inserire i propri dati (alcuni potrebbero essere già presenti in quanto già memorizzati da ACI). Compilato il form, bisognerà cliccare su “Effettua il pagamento” per atterrare sul sito di pagoPA e completare il pagamento.

Inoltre, per gli utenti di app IO, per questa e molte altre casistiche, è possibile ricevere un messaggio che semplifica ulteriormente tale operazione: quando è ora di pagare il bollo, l’ACI invia tramite IO un messaggio con una richiesta di pagamento. L’utente potrà effettuarlo in pochi passaggi direttamente in app, come illustrato nell’apposito paragrafo, ovunque si trovi.

Che cosa è un avviso di pagamento pagoPA

Nel caso di pagamenti attesi (tasse, bollette…), l’Ente Creditore ha l’obbligo di recapitare all’utilizzatore finale un Avviso con gli estremi del pagamento da effettuare, che deve essere sempre generato in modalità digitale ed in via accessoria in modalità cartacea per la notifica tramite i tradizionali servizi di recapito.

PagoPA S.p.A. ha definito il modello degli Avvisi di pagamento cartacei, affinché sia unico ed uniforme a livello nazionale.

La seguente Figura mostra il modello per il pagamento in un’unica soluzione, riproducibile in un’unica pagina in formato A4.

La pagina è suddivisa in 5 fasce orizzontali, ciascuna destinata a specifiche informazioni per l’utente finale.

Nell’intestazione sono presenti il logo dell’Ente Creditore, il logo di pagoPA e l’oggetto del pagamento.

Nella seconda fascia si trovano i soggetti interessati al pagamento: Ente creditore e destinatario dell’avviso (soggetto pagatore).

In seguito ci sono le informazioni su quanto pagare, entro quando e dove, con una lista esaustiva di canali disponibili online e sul territorio.

Infine vi è la sezione contenente i dati necessari per effettuare il pagamento presso tutti i canali abilitati a pagoPA:

  • QR-Code, per la lettura automatica dei dati dell’avviso tramite le app di pagamento o le apparecchiature dei PSP;
  • codice fiscale dell’Ente Creditore, o in alternativa il suo codice interbancario CBILL, utile per i pagamenti tramite Home Banking;
  • Codice Avviso, una stringa di 18 numeri che identifica univocamente la posizione debitoria e ne consente il pagamento presso tutti i canali abilitati a pagoPA;
  • se previsto dall’Ente Creditore, vi è anche un Bollettino Postale PA, utile per effettuare il pagamento presso gli Uffici Postali di Poste Italiane.

PagoPA S.p.A. mette a disposizione degli Enti Creditori diversi modelli di avvisi, per supportare al meglio diversi casi d’uso, come ad esempio il pagamento rateizzato, il pagamento di contravvenzioni del Codice delle Strada o i modelli in due lingue per le aree in cui vige il bilinguismo amministrativo.

Il modello di avviso di pagamento va utilizzato non solo per i pagamenti attesi, ma anche per i cosiddetti “pagamenti spontanei”, ovvero richieste di pagamento spontaneo generate sul sito dell’Ente.

Pagamento Pa tramite POS e F24

Il correttivo del Codice dell’Amministrazione Digitale pubblicato a gennaio stabilisce che tutti i pagamenti elettronici confluiranno progressivamente nel Nodo nazionale dei pagamenti, compresi quelli effettuati tramite POS e F24.

Per i secondi siamo in attesa di apposito Decreto attuativo, mentre per i primi PagoPA ha già pubblicato nelle SANP il flusso che descrive come integrare i pagamenti effettuati tramite POS allo sportello nel sistema pagoPA.

La soluzione prospettata coinvolge anche il soggetto che eroga il servizio di accettazione delle carte di pagamento (cosiddetto Acquirer), che molto spesso coincide con la Banca Tesoriera dell’Ente.

In questo scenario l’operatore dell’ente, al momento della richiesta di pagamento da parte dell’utente allo sportello, deve disporre di apposita interfaccia nei propri sistemi informatici per richiedere il codice IUV associato a quel pagamento (già esistente in caso di pagamento atteso, altrimenti generato al momento in caso di pagamento spontaneo) per trasferirlo all’Acquirer. A seguito del pagamento il sistema dell’Ente riceve la ricevuta del pagamento.

Successivamente l’Acquirer (o la sua banca di appoggio), al pari di qualunque PSP aderente, genera ed invia al Nodo il Flusso di Rendicontazione ed invia alla Banca Tesoriera (BT) il rispettivo bonifico (SCT – Sepa Credit Transfer), il tutto secondo gli standard definiti dalle Linee guida pagoPA. In fase di riconciliazione, l’Ente potrà scaricare i Flussi di Rendicontazione relativi ai POS insieme agli altri flussi predisposti dai vari PSP.

Come iscriversi online e accedere a pagoPA (forme di autenticazione utente)

Non è necessario “iscriversi” a pagoPA. Se l’utente ha ricevuto un avviso di pagamento, basta che utilizzi uno dei canali già descritti, o alternativamente può accedere al sito dell’ente creditore e seguire le istruzioni.

Come pagare per il rilascio del passaporto ordinario con pagoPA

A partire dal 1° dicembre 2025 è diventata operativa la nuova modalità che prevede il pagamento del contributo di € 42,70 per il rilascio del passaporto ordinario tramite pagoPA e non sarà più possibile farlo attraverso un bollettino postale.

La nuova procedura prevede il versamento della quota dovuta tramite i canali fisici o digitali messi a disposizione da Poste Italiane e dai PSP aderenti alla piattaforma pagoPA, che progressivamente attiveranno questo servizio specifico per il passaporto. A regime, oltre a recarsi presso un ufficio postale o in banca, per i cittadini sarà quindi sufficiente aprire la propria app di pagamento e cercare tra le opzioni pagoPA quella per il passaporto.

Al momento del pagamento, il cittadino dovrà fornire all’operatore di sportello – oppure inserire manualmente, se effettua l’operazione online – il nominativo e il codice fiscale della persona per la quale si chiede il passaporto anche se minore.

Resta invece separato l’acquisto del contrassegno telematico (marca da bollo) da € 73,50 in tabaccheria o rivendita di valori bollati.

PagoPA: quali vantaggi per cittadini, aziende e PA

Da quanto esposto fin qui appaiono evidenti i vantaggi per aziende, cittadini e PA.

Per le aziende:

  • Efficienza e velocità: le aziende possono effettuare pagamenti in modo rapido ed efficiente, riducendo il tempo necessario per completare le transazioni.
  • Tracciabilità e trasparenza: ogni pagamento effettuato tramite pagoPA è tracciabile e trasparente. Questo facilita la gestione amministrativa e fiscale, consentendo una rendicontazione più efficiente e precisa.
  • Riduzione degli errori: automatizzando il processo di pagamento, si riducono al minimo gli errori manuali, migliorando l’accuratezza e l’affidabilità delle transazioni.
  • Sicurezza: pagoPA offre elevati standard di sicurezza, proteggendo i dati sensibili e le transazioni finanziarie delle aziende.
  • Integrazione con sistemi aziendali: pagoPA può essere integrato nei sistemi contabili e gestionali delle aziende, automatizzando e semplificando ulteriormente i processi amministrativi.
  • Riduzione dei costi operativi: la digitalizzazione dei pagamenti può ridurre i costi operativi legati alla gestione delle transazioni, come ad esempio i costi di gestione del contante e delle operazioni cartacee.
  • Miglioramento delle relazioni con la PA: utilizzare un sistema di pagamento riconosciuto e accettato da tutte le Pubbliche Amministrazioni può migliorare le relazioni tra le aziende e le PA, agevolando la cooperazione e il dialogo.
  • Multicanalità: pagoPA è accessibile da diverse piattaforme e dispositivi, rendendo possibile ai dipendenti effettuare pagamenti in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, migliorando così la flessibilità operativa.
  • Facilità d’uso: la piattaforma è progettata per essere user-friendly, rendendo più semplice e immediata l’esecuzione dei pagamenti.
  • Supporto e assistenza: pagoPA offre supporto e assistenza alle aziende, garantendo un utilizzo senza problemi del servizio,

Per i cittadini, pagoPA significa innanzitutto multicanalità completa, indipendentemente dalle dimensioni del proprio Ente di riferimento.

Tutti abbiamo le stesse opportunità in termini di varietà di canali e strumenti di pagamento e parità di costi di commissione, che iniziano ad essere sempre più vantaggiosi grazie alla trasparenza e alla concorrenza che il sistema porta con sé (come prospettato) e grazie alla Psd2.

pagoPA significa omogeneità e semplicità della user experience con una pluralità di funzioni accessorie al pagamento: consultazione della propria posizione debitoria aggiornata, avvisatura digitale, ricevuta immediata con valore liberatorio, etc.

Per le PA, significa innanzitutto efficienza e risparmio nella gestione del ciclo di vita del pagamento, con particolare riguardo alle attività di riconciliazione (ufficio ragioneria). Inoltre, alcuni primi casi di studio rilevano un miglioramento nell’attività di incasso, in termini di rispetto delle scadenze ed in termini di minori insoluti.

Per cittadini, aziende ed enti, pagoPA ha recentemente messo a disposizione un centro assistenza dedicato raggiungibile al seguente link. Il centro assistenza offre agli utenti contenuti informativi di base accessibili a tutti i cittadini, con articoli di approfondimento, FAQ e guide per l’assistenza self sulla piattaforma, organizzati e classificati per aree tematiche. La tassonomia è pensata per facilitare la navigazione e il recupero delle informazioni da parte degli utenti, con la possibilità di effettuare una ricerca avanzata per trovare subito contenuti specifici di maggior interesse per gli utenti. Il sistema include la possibilità di lasciare feedback nel Centro Assistenza, per monitorare la chiarezza e utilità dei contenuti mostrati.

Per i soli enti, è inoltre possibile inoltrare eventuali segnalazioni aprendo un ticket nell’area riservata.

Come funziona il sistema di pagamento pagoPA

Il sistema pagoPA è composto da:

  • Pubbliche Amministrazioni/Gestori di pubblici servizi: sono gli Enti Creditori, ovvero i beneficiari dei pagamenti che transitano nel sistema. I Gestori di pubblici servizi sono soggetti ai quali le PA hanno affidato, quindi esternalizzato, tali servizi (ad es. acqua, rifiuti, parcheggi, etc.), che possono aderire in via facoltativa;
  • Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP): è il soggetto che eroga il servizio di pagamento, cioè incassa la somma dal cittadino e la trasferisce sul conto dell’Ente Creditore. Si tratta quindi di banche, istituti di pagamento o istituti di moneta elettronica che forniscono servizi bancari e/o di gestione di conti di pagamento e che, nell’ambito di pagoPA, offrono i propri strumenti e canali di pagamento (con carte di credito o di debito, app/home banking, ATM, sportelli fisici, etc.).
  • Cittadini e imprese che devono effettuare un pagamento a favore di una PA e scelgono tra gli strumenti e i canali di pagamento messi a disposizione da tutti i PSP aderenti al sistema.
  • Nodo dei Pagamenti – SPC: è l’infrastruttura tecnologica sviluppata e gestita da PagoPA S.p.A. che si pone al centro tra PA/Gestori di pubblici servizi e PSP
  • Intermediari/Partner Tecnologici: sono soggetti che forniscono all’Ente creditore il servizio di connessione al Nodo dei Pagamenti. Gli Intermediari sono soggetti pubblici già aderenti al sistema (tipicamente Regioni), mentre i Partner Tecnologici sono soggetti privati che vendono il servizio di connessione.

L’obbligo di adesione per gli enti a pagoPA è sancito dall’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dall’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, i quali stabiliscono appunto che esse sono obbligate ad offrire ai cittadini la possibilità di pagare elettronicamente e che, per farlo, devono avvalersi della piattaforma tecnologica nazionale denominata Nodo dei Pagamenti. Sono obbligate ad aderire anche le società a controllo pubblico (escluse le società quotate) e i gestori di pubblici servizi.

Come difendersi da eventuali tentativi di phishing o truffa

Sono sempre più frequenti tentativi di phishing e altre truffe, soprattutto online, che sfruttano illegalmente e in modo contraffatto il nome, i marchi e/o il logo della piattaforma pagoPA.

In questo genere di tentativi di truffa, le persone sono portate a credere di aver ricevuto comunicazioni ufficiali o di consultare siti istituzionali di enti creditori o di PagoPA S.p.A. Queste sono in realtà pagine o messaggi fraudolenti, realizzati allo scopo di sottrarre informazioni personali o richiedere somme di denaro non dovute su pretesto di false fatture, sanzioni o tasse da pagare.

Proteggersi da tentativi di phishing e truffe che usano il nome della piattaforma pagoPA è possibile facendo attenzione a diversi aspetti.

Se si riceve una mail o un SMS

  • Mittente: è importante verificare che l’indirizzo mail o il numero di telefono corrispondano a quelli ufficiali di pagoPA (noreply-checkout@ricevute.pagopa.it) o dell’ente creditore. Spesso, gli indirizzi email fraudolenti presentano piccole variazioni, errori ortografici o inconsistenze palesi (ad esempio provengono da un mittente che ha un nome e un cognome creato ad hoc)
  • Contenuto: se nel contenuto della mail o dell’SMS viene fatta richiesta di comunicare informazioni personali, come password, dati bancari o numeri di carta di credito, è un chiaro segnale di un tentativo di truffa. pagoPA infatti non richiede mai tali informazioni tramite email o SMS
  • Link: prima di aprire un link contenuto nella comunicazione ricevuta, verificare che l’indirizzo corrisponda a quello del sito ufficiale, senza aprirlo direttamente. Se si naviga da un computer, è sufficiente passare il mouse sopra il link, senza cliccare, per visualizzare l’indirizzo web reale nella finestra di anteprima che appare: se questo non corrisponde con il sito ufficiale di pagoPA (https://checkout.pagopa.it/) si tratta con ogni probabilità di un tentativo di truffa e pertanto non va aperto
  • Errori grammaticali e ortografici: email o SMS ufficiali inviate dalla piattaforma pagoPA sono ben scritti e privi di errori grammaticali o ortografici. La loro presenza all’interno della comunicazione ricevuta sono un segnale di un tentativo di phishing

Se si accede a un sito internet per pagare online

  • URL: bisogna sempre controllare l’URL del sito web. Se si effettua il pagamento dal sito di un ente creditore o direttamente sul sito di pagoPA, l’URL ufficiale inizia per “https://checkout.pagopa.it”. Siti fraudolenti spesso utilizzano URL simili a quelli ufficiali, ma con piccole variazioni o errori. Anche se un URL contiene la parola ‘pagoPA’, non è detto che si tratti di una pagina ufficiale di PagoPA S.p.A.
  • Certificato di sicurezza: è importante verificare la presenza dell’icona “lucchetto”, posizionata a sinistra della barra degli indirizzi del browser. Questa icona indica che il sito è protetto da un certificato di sicurezza (cliccando sul lucchetto, potrai consultare i dettagli del certificato) e solitamente i siti usati per operazioni fraudolente ne sono sprovvisti
  • Design e contenuti: confrontare l’aspetto visivo e i contenuti del sito con quelli del sito ufficiale di pagoPA può aiutare in caso di sospetto. I siti fraudolenti possono infatti presentare immagini di bassa qualità o errori grammaticali
  • Richiesta di informazioni personali: se un sito web richiede insistentemente o con urgenza informazioni personali o dati bancari, probabilmente è un tentativo di phishing
  • Pagamenti urgenti: come per le richieste di dati personali, è importante diffidare da comunicazioni o siti web che richiedono autorizzazioni di pagamenti con estrema urgenza: spesso viene usata la motivazione che, in caso di mancato pagamento immediato, la cifra dovuta aumenterà sensibilmente

Infine, è sempre bene verificare che il pagamento sia dovuto e accedere sempre ai siti ufficiali con SPID o CIE. Questo infatti offre un elevato livello di sicurezza (livello 2), perché prevede un doppio fattore di autenticazione, inserendo prima le credenziali e inserendo poi un codice OTP ricevuto via SMS, generato tramite l’app del tuo Identity Provider o autorizzando l’accesso direttamente tramite l’app dedicata.

Quando si riceve una richiesta di pagamento online, per non incorrere in truffe, è consigliato verificare sempre che l’importo sia dovuto. Per farlo, basta collegarsi al sito ufficiale dell’ente mittente, digitando la URL direttamente nel browser invece di usare il link di comunicazioni sospette. Effettuando l’accesso al sito con SPID o CIE, è possibile accertarsi che la richiesta sia reale e prevenire i tentativi di phishing.

Inoltre, in fase di accesso con SPID o CIE viene sempre mostrato il nome del servizio che sta richiedendo i dati, come ad esempio “PagoPA S.p.A.”: in questo modo è possibile essere certi dell’identità del soggetto.

Esempi pratici:

  • Sito dell’ente: per verificare che la richiesta di pagamento sia reale, accedi direttamente al sito dell’ente con SPID o CIE
  • Sito di pagoPA: per pagare in modo sicuro, usa il sito ufficiale https://checkout.pagopa.it, che consente l’accesso con identità digitale
  • App IO: se ricevi un QR Code, usa la funzione “Inquadra” dell’app per verificare che rimandi a un reale avviso di pagoPA.

Per saperne di più su come riconoscere ed evitare i tentativi di phishing e altre truffe online che sfruttano nome, marchi o logo di pagoPA, consulta la sezione dedicata nel centro assistenza online.


Per saperne di più sul phishing e altre truffe online.

Storie digitali - Il caso di Genova

FAQ: pagopa

PagoPA è il sistema nazionale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, realizzato per semplificare e aumentare la qualità dei servizi di pagamento offerti da ogni PA. Non è un sito dove pagare, ma una modalità standardizzata di pagamento utilizzabile attraverso molteplici canali e strumenti. Consente a cittadini e imprese di effettuare pagamenti elettronici verso qualsiasi tipologia di Ente pubblico in modo sicuro e affidabile. Dal 2016 ha registrato una crescita esponenziale, sfiorando i 2 miliardi di operazioni gestite complessivamente.

Per i cittadini, PagoPA offre multicanalità completa, indipendentemente dalle dimensioni dell’Ente di riferimento. Garantisce omogeneità e semplicità dell’esperienza utente con funzioni accessorie come consultazione della posizione debitoria aggiornata, avvisatura digitale e ricevuta immediata con valore liberatorio. Per la PA, comporta maggiore efficienza e risparmio nella gestione del ciclo di vita del pagamento, con particolare riguardo alle attività di riconciliazione. I Comuni gestiscono incassi in tempo reale con riduzione di errori, tempi e costi di gestione, eliminazione di bonifici manuali e migliore riconciliazione contabile.

Il sistema PagoPA è composto da Pubbliche Amministrazioni/Gestori di pubblici servizi (Enti Creditori), Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) come banche e istituti di pagamento, cittadini e imprese che effettuano pagamenti, e il Nodo dei Pagamenti-SPC che è l’infrastruttura tecnologica centrale. I pagamenti possono essere spontanei (su iniziativa del cittadino) o attesi (richiesti dall’Ente per una posizione debitoria preesistente). Per i pagamenti attesi, l’Ente Creditore invia un Avviso con gli estremi del pagamento, che può essere effettuato attraverso vari canali come app, siti web, sportelli fisici o ATM.

I pagamenti tramite PagoPA possono essere effettuati attraverso numerosi canali, sia online che fisici. Tra questi: il sito dell’ente creditore, il sito di PagoPA stesso, sportelli bancari, home banking (cercando la voce CBILL o pagoPA), postazioni ATM abilitate, le reti Mooney e Punto Lis, gli Uffici Postali, app di pagamento come PayPal, BANCOMAT Pay o Satispay. Da giugno 2024 è possibile pagare gli avvisi PagoPA anche da migliaia di distributori automatici in tutta Italia. L’app IO permette di pagare direttamente in pochi secondi, inquadrando il QR code dell’avviso o tramite messaggi ricevuti dagli enti creditori.

Un avviso di pagamento PagoPA è strutturato in formato A4 con cinque fasce orizzontali contenenti informazioni specifiche. Nell’intestazione sono presenti il logo dell’Ente Creditore, il logo di pagoPA e l’oggetto del pagamento. La seconda fascia identifica i soggetti interessati: Ente creditore e destinatario dell’avviso. Seguono le informazioni su quanto pagare, entro quando e dove, con una lista dei canali disponibili. Infine, vi è la sezione con i dati necessari per effettuare il pagamento presso tutti i canali abilitati: il Codice QR e il Codice a Barre, che contengono le informazioni per identificare il pagamento, il Codice Avviso e il Codice CBILL, che identificano l’operazione presso i canali dei PSP.

L’obbligo di adesione a PagoPA per gli enti è sancito dall’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dall’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, che stabiliscono che le PA sono obbligate ad offrire ai cittadini la possibilità di pagare elettronicamente e devono avvalersi della piattaforma tecnologica nazionale denominata Nodo dei Pagamenti. La legge impone che tutti i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo alla PA, inclusi i micropagamenti, debbano transitare in via esclusiva sul nodo pagoPA. Sono obbligate ad aderire anche le società a controllo pubblico (escluse le società quotate) e i gestori di pubblici servizi.

L’implementazione di PagoPA nei Comuni richiede un percorso strutturato composto da tre macro-fasi: analisi della situazione attuale, definizione di un piano operativo e attuazione del piano. È necessario censire tutti i pagamenti ricevuti dall’Ente, le modalità di gestione e i sistemi IT utilizzati. Il piano operativo deve definire regole precise per gestire i pagamenti, evitando modalità non conformi come i bonifici bancari diretti. I Comuni devono distinguere tra pagamenti attesi (posizioni debitorie già esistenti) e pagamenti spontanei (generati da richieste di servizi), implementando soluzioni appropriate per ciascun tipo.

La riconciliazione contabile dei pagamenti PagoPA avviene dopo il regolamento contabile, quando il PSP accredita alla Tesoreria del Comune un bonifico cumulativo che include tutti i versamenti ricevuti nella giornata. Il PSP fornisce anche un file XML chiamato Flusso di Rendicontazione (FdR) contenente l’elenco dei codici IUV associati. La riconciliazione finanziaria verifica che gli incassi presso la Tesoreria coincidano con quanto rendicontato dai PSP, incrociando il Giornale di Cassa con i FdR e le Ricevute Telematiche. Per automatizzare questo processo, il Comune deve mappare ciascun “codice debito” alle voci contabili e utilizzare i metadata per trasportare informazioni strutturate nel flusso di pagamento.

Tra le recenti innovazioni, PagoPA ha introdotto la SEPA Request to Pay (SRTP), un nuovo strumento di messaggistica che permette agli utenti di ricevere avvisi di pagamento direttamente sul proprio smartphone attraverso l’app della banca o i canali di home banking. Questa funzionalità consente di visualizzare in tempo reale le informazioni per effettuare il pagamento, accettare la richiesta e avviare la transazione con pochi click. Un’altra innovazione è il pagamento multi-beneficiario, che consente di gestire pagamenti destinati a più enti con un’unica operazione, come nel caso della TARI/TEFA o della Carta d’Identità Elettronica, riducendo operazioni manuali, ritardi e margini di errore.

Sono sempre più frequenti i tentativi di phishing che sfruttano illegalmente il nome e il logo di PagoPA. Per proteggersi, è importante verificare sempre che il pagamento sia dovuto accedendo direttamente ai siti ufficiali con SPID o CIE, senza usare link ricevuti via email o SMS. Durante l’accesso con SPID o CIE viene mostrato il nome del servizio richiedente, permettendo di verificare l’identità del soggetto. Nel 2025 è emerso un filone specifico di phishing a tema PagoPA con false email che sollecitano il pagamento di presunte sanzioni stradali, rimandando a pagine contraffatte per raccogliere dati personali e di pagamento. Bisogna prestare particolare attenzione anche alle comunicazioni via PEC, sempre più utilizzata come vettore di campagne malevole.

L’app IO è nativamente integrata a PagoPA e funge da front-end mobile della piattaforma dei pagamenti. Consente di pagare servizi e tributi direttamente in pochi secondi nella sezione “Pagamenti”, sia tramite messaggi contenenti avvisi di pagamento ricevuti dagli enti creditori, sia inquadrando il QR code riportato sugli avvisi cartacei. Lo storico delle operazioni è sempre consultabile dalla sezione “Pagamenti” dell’app. Da inizio 2024, a seguito di un pagamento effettuato con qualsiasi canale, se l’utente ha attivato IO sul proprio smartphone, riceve direttamente in app una ricevuta in formato PDF contenente tutte le informazioni sulla transazione, che può essere liberamente scaricata o conservata in app.

La piattaforma PagoPA è ormai adottata quasi universalmente da tutti i Comuni italiani: nel 2021, il 99,4% dei Comuni (circa 7.860) aveva aderito, con transazioni in forte crescita da 9,4 milioni nel 2020 a 43,2 milioni nel 2023. I bandi finanziati con fondi PNRR hanno contribuito significativamente alla sua diffusione. Nell’ambito delle misure PNRR per digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA (Missione 1 Componente 1), la misura 1.4.3 “Adozione Piattaforma PagoPA” ha visto uno stanziamento complessivo di 35 milioni di euro per i Comuni, dando una spinta decisiva all’adozione del sistema.

L’ultima versione delle Linee guida conferma PagoPA come unica modalità di pagamento per tutti i pagamenti verso la PA, a cui è possibile affiancare (ma non sostituire) solo alcune eccezioni specifiche: F24 (come nel caso dell’IMU), domiciliazione bancaria, forme di pagamento espressamente previste dalla legge e non ancora integrate in PagoPA, nonché il pagamento presso la banca cassiera/tesoriera. Alcuni casi particolari, come l’accertamento e la riscossione coattiva per mancato pagamento IMU con il contributo IFEL, vengono ancora gestiti tramite F24 poiché la quota viene automaticamente detratta dall’Agenzia delle Entrate.

La piattaforma PARI di PagoPA è stata sviluppata per rendere più lineare e inclusiva l’erogazione di bonus, contributi e agevolazioni economiche, un ambito spesso caratterizzato da processi frammentati e tempi di attesa elevati. PARI semplifica questi processi riducendo i passaggi necessari, diminuendo i tempi di attesa e implementando controlli automatici più efficaci. La piattaforma è integrata con gli ecosistemi nazionali e con l’app IO, con l’obiettivo di trasformare misure spesso frammentate in percorsi digitali chiari sia per i cittadini che per le amministrazioni, migliorando l’accessibilità e l’efficienza dei servizi pubblici.

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