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PagoPA, cos’è, come funziona e come aziende e cittadini possono pagare servizi pubblici online



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PagoPA è il portale nazionale dei pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione. Ed è in continua evoluzione, con nuovi servizi disponibili e una migliorata esperienza di pagamento. Cos’è pagoPA? Come pagare online con pagoPA? Qui il quadro aggiornato

Aggiornato il 30 gen 2026



PagoPA è il portale nazionale dei pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione. Ed è in continua evoluzione, con nuovi servizi disponibilità e una migliorata esperienza di pagamento. Cos'è PagoPA? Come pagare online con PagoPA ? Qui il quadro aggiornato

PagoPA è il sistema nazionale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, grazie al quale possono essere effettuati tutti i pagamenti da cittadini e imprese verso qualsiasi tipologia di Ente pubblico.

FAQ: pagopa

PagoPA è il sistema nazionale per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, realizzato per semplificare e aumentare la qualità dei servizi di pagamento offerti da ogni PA. Non è un sito dove pagare, ma una modalità standardizzata di pagamento utilizzabile attraverso molteplici canali e strumenti. Consente a cittadini e imprese di effettuare pagamenti elettronici verso qualsiasi tipologia di Ente pubblico in modo sicuro e affidabile. Dal 2016 ha registrato una crescita esponenziale, sfiorando i 2 miliardi di operazioni gestite complessivamente.

Per i cittadini, PagoPA offre multicanalità completa, indipendentemente dalle dimensioni dell’Ente di riferimento. Garantisce omogeneità e semplicità dell’esperienza utente con funzioni accessorie come consultazione della posizione debitoria aggiornata, avvisatura digitale e ricevuta immediata con valore liberatorio. Per la PA, comporta maggiore efficienza e risparmio nella gestione del ciclo di vita del pagamento, con particolare riguardo alle attività di riconciliazione. I Comuni gestiscono incassi in tempo reale con riduzione di errori, tempi e costi di gestione, eliminazione di bonifici manuali e migliore riconciliazione contabile.

Il sistema PagoPA è composto da Pubbliche Amministrazioni/Gestori di pubblici servizi (Enti Creditori), Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) come banche e istituti di pagamento, cittadini e imprese che effettuano pagamenti, e il Nodo dei Pagamenti-SPC che è l’infrastruttura tecnologica centrale. I pagamenti possono essere spontanei (su iniziativa del cittadino) o attesi (richiesti dall’Ente per una posizione debitoria preesistente). Per i pagamenti attesi, l’Ente Creditore invia un Avviso con gli estremi del pagamento, che può essere effettuato attraverso vari canali come app, siti web, sportelli fisici o ATM.

I pagamenti tramite PagoPA possono essere effettuati attraverso numerosi canali, sia online che fisici. Tra questi: il sito dell’ente creditore, il sito di PagoPA stesso, sportelli bancari, home banking (cercando la voce CBILL o pagoPA), postazioni ATM abilitate, le reti Mooney e Punto Lis, gli Uffici Postali, app di pagamento come PayPal, BANCOMAT Pay o Satispay. Da giugno 2024 è possibile pagare gli avvisi PagoPA anche da migliaia di distributori automatici in tutta Italia. L’app IO permette di pagare direttamente in pochi secondi, inquadrando il QR code dell’avviso o tramite messaggi ricevuti dagli enti creditori.

Un avviso di pagamento PagoPA è strutturato in formato A4 con cinque fasce orizzontali contenenti informazioni specifiche. Nell’intestazione sono presenti il logo dell’Ente Creditore, il logo di pagoPA e l’oggetto del pagamento. La seconda fascia identifica i soggetti interessati: Ente creditore e destinatario dell’avviso. Seguono le informazioni su quanto pagare, entro quando e dove, con una lista dei canali disponibili. Infine, vi è la sezione con i dati necessari per effettuare il pagamento presso tutti i canali abilitati: il Codice QR e il Codice a Barre, che contengono le informazioni per identificare il pagamento, il Codice Avviso e il Codice CBILL, che identificano l’operazione presso i canali dei PSP.

L’obbligo di adesione a PagoPA per gli enti è sancito dall’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e dall’articolo 15, comma 5bis, del D.L. 179/2012, che stabiliscono che le PA sono obbligate ad offrire ai cittadini la possibilità di pagare elettronicamente e devono avvalersi della piattaforma tecnologica nazionale denominata Nodo dei Pagamenti. La legge impone che tutti i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo alla PA, inclusi i micropagamenti, debbano transitare in via esclusiva sul nodo pagoPA. Sono obbligate ad aderire anche le società a controllo pubblico (escluse le società quotate) e i gestori di pubblici servizi.

L’implementazione di PagoPA nei Comuni richiede un percorso strutturato composto da tre macro-fasi: analisi della situazione attuale, definizione di un piano operativo e attuazione del piano. È necessario censire tutti i pagamenti ricevuti dall’Ente, le modalità di gestione e i sistemi IT utilizzati. Il piano operativo deve definire regole precise per gestire i pagamenti, evitando modalità non conformi come i bonifici bancari diretti. I Comuni devono distinguere tra pagamenti attesi (posizioni debitorie già esistenti) e pagamenti spontanei (generati da richieste di servizi), implementando soluzioni appropriate per ciascun tipo.

La riconciliazione contabile dei pagamenti PagoPA avviene dopo il regolamento contabile, quando il PSP accredita alla Tesoreria del Comune un bonifico cumulativo che include tutti i versamenti ricevuti nella giornata. Il PSP fornisce anche un file XML chiamato Flusso di Rendicontazione (FdR) contenente l’elenco dei codici IUV associati. La riconciliazione finanziaria verifica che gli incassi presso la Tesoreria coincidano con quanto rendicontato dai PSP, incrociando il Giornale di Cassa con i FdR e le Ricevute Telematiche. Per automatizzare questo processo, il Comune deve mappare ciascun “codice debito” alle voci contabili e utilizzare i metadata per trasportare informazioni strutturate nel flusso di pagamento.

Tra le recenti innovazioni, PagoPA ha introdotto la SEPA Request to Pay (SRTP), un nuovo strumento di messaggistica che permette agli utenti di ricevere avvisi di pagamento direttamente sul proprio smartphone attraverso l’app della banca o i canali di home banking. Questa funzionalità consente di visualizzare in tempo reale le informazioni per effettuare il pagamento, accettare la richiesta e avviare la transazione con pochi click. Un’altra innovazione è il pagamento multi-beneficiario, che consente di gestire pagamenti destinati a più enti con un’unica operazione, come nel caso della TARI/TEFA o della Carta d’Identità Elettronica, riducendo operazioni manuali, ritardi e margini di errore.

Sono sempre più frequenti i tentativi di phishing che sfruttano illegalmente il nome e il logo di PagoPA. Per proteggersi, è importante verificare sempre che il pagamento sia dovuto accedendo direttamente ai siti ufficiali con SPID o CIE, senza usare link ricevuti via email o SMS. Durante l’accesso con SPID o CIE viene mostrato il nome del servizio richiedente, permettendo di verificare l’identità del soggetto. Nel 2025 è emerso un filone specifico di phishing a tema PagoPA con false email che sollecitano il pagamento di presunte sanzioni stradali, rimandando a pagine contraffatte per raccogliere dati personali e di pagamento. Bisogna prestare particolare attenzione anche alle comunicazioni via PEC, sempre più utilizzata come vettore di campagne malevole.

L’app IO è nativamente integrata a PagoPA e funge da front-end mobile della piattaforma dei pagamenti. Consente di pagare servizi e tributi direttamente in pochi secondi nella sezione “Pagamenti”, sia tramite messaggi contenenti avvisi di pagamento ricevuti dagli enti creditori, sia inquadrando il QR code riportato sugli avvisi cartacei. Lo storico delle operazioni è sempre consultabile dalla sezione “Pagamenti” dell’app. Da inizio 2024, a seguito di un pagamento effettuato con qualsiasi canale, se l’utente ha attivato IO sul proprio smartphone, riceve direttamente in app una ricevuta in formato PDF contenente tutte le informazioni sulla transazione, che può essere liberamente scaricata o conservata in app.

La piattaforma PagoPA è ormai adottata quasi universalmente da tutti i Comuni italiani: nel 2021, il 99,4% dei Comuni (circa 7.860) aveva aderito, con transazioni in forte crescita da 9,4 milioni nel 2020 a 43,2 milioni nel 2023. I bandi finanziati con fondi PNRR hanno contribuito significativamente alla sua diffusione. Nell’ambito delle misure PNRR per digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA (Missione 1 Componente 1), la misura 1.4.3 “Adozione Piattaforma PagoPA” ha visto uno stanziamento complessivo di 35 milioni di euro per i Comuni, dando una spinta decisiva all’adozione del sistema.

L’ultima versione delle Linee guida conferma PagoPA come unica modalità di pagamento per tutti i pagamenti verso la PA, a cui è possibile affiancare (ma non sostituire) solo alcune eccezioni specifiche: F24 (come nel caso dell’IMU), domiciliazione bancaria, forme di pagamento espressamente previste dalla legge e non ancora integrate in PagoPA, nonché il pagamento presso la banca cassiera/tesoriera. Alcuni casi particolari, come l’accertamento e la riscossione coattiva per mancato pagamento IMU con il contributo IFEL, vengono ancora gestiti tramite F24 poiché la quota viene automaticamente detratta dall’Agenzia delle Entrate.

La piattaforma PARI di PagoPA è stata sviluppata per rendere più lineare e inclusiva l’erogazione di bonus, contributi e agevolazioni economiche, un ambito spesso caratterizzato da processi frammentati e tempi di attesa elevati. PARI semplifica questi processi riducendo i passaggi necessari, diminuendo i tempi di attesa e implementando controlli automatici più efficaci. La piattaforma è integrata con gli ecosistemi nazionali e con l’app IO, con l’obiettivo di trasformare misure spesso frammentate in percorsi digitali chiari sia per i cittadini che per le amministrazioni, migliorando l’accessibilità e l’efficienza dei servizi pubblici.

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