il futuro della scrittura

L’IA ha già cambiato la scrittura, ora tocca a storytelling aziendale e brand journalism



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Per scrivere il libro “Death of an author”, Stephen Marche ha utilizzato un mix delle piattaforme attualmente a disposizione per realizzare il prodotto qualitativamente più elevato possibile. Uno schema assai interessante anche per gli uffici marketing e comunicazione delle aziende

Pubblicato il 29 mag 2023

Alessio Pecoraro

coordinatore PAsocial Emilia-Romagna, marketing & communication manager



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Lo scorso 9 maggio è uscito il libro “Death of an Author” firmato da Aidan Marchine, pseudonimo di Stephen Marche che ha giocato con le parole omaggiando tutti gli “autori” del libro.

Ad accendere un interessante dibattito attorno al libro, ben prima della sua uscita, non è stata la trama (si tratta di un giallo quindi non spoilererò nulla) ma quello che “Death of an Author” rappresenta perché potrebbe essere un anticipo rispetto a dove andrà l’editoria nel prossimo futuro grazie all’intelligenza artificiale generativa.

Un modello, quello suggerito da Marche e che potrebbe – ben presto – rappresentare il futuro dell’editoria, che traccia una strada assai interessante anche per gli uffici marketing e comunicazione delle aziende per quanto riguarda due temi sempre più attuali: brand storytelling e brand jouranlism.

IA generativa: non c’è solo chatGPT

L’autore Stephen Marche, saggista e commentatore culturale canadese ha dichiarato di aver dato solo un contributo marginare e che oltre il 90 per cento delle parole contenute in Death of an Author sono state scritte dall’intelligenza artificiale generativa.

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Marche ha utilizzato, sapientemente (e in questo sta la grossa novità) tre programmi di intelligenza artificiale generativa per comporre il “suo” giallo. ChatGPT per realizzare il plot narrativo, la struttura centrale della trama, Sudowrite per migliorare le frasi, il tono di voce e lo stile che per l’autore doveva essere il più simile possibile a quello dello scrittore Ernest Hemingway e Cohere per migliorare i dialoghi, rendendoli sempre più fluidi.

Se di ChatGPT si conosce (quasi) tutto ed è entrato nel quotidiano anche di molti non addetti ai lavori degli altri due software in Italia si sa ancora poco.

Sudowrite

Sudowrite è stato sviluppato da scrittori (Amit Gupta e James Yu) e ha strumenti di scrittura particolarmente apprezzati da molti autori di narrativa e saggistica.

L’obiettivo della piattaforma è aiutare gli scrittori a produrre rapidamente contenuti di alto livello attraverso l’intelligenza artificiale generativa, che fornisce ispirazione per la scrittura. Sudowrite oltre al controllo ortografico offre suggerimenti per la grammatica e la struttura della frase, oltre ad essere in grado di sostituire frasi con altre di qualità superiore. Inoltre, può generare automaticamente testo in base all’input dell’utente, rendendolo uno strumento ideale per migliorare sia opere letterarie, come saggi o romanzi, che articoli.

Cohere

Cohere, la piattaforma fondata a Toronto da Aidan Gomez, Ivan Zhang e Nick Frosst, è la grande rivale di ChatGPT ed è nata per scrivere testi e altre cose (analizzare documenti, classificare dati, etc…) utilizzando un modello che è stato addestrato esaminando grandi quantità di dati in contemporanea ed è in grado di comprendere l’intera relazione tra tutte le parole presenti in una frase o in un paragrafo, anche quelli particolarmente complessi.

Il risultato dei testi prodotti risulterà, quindi, il molto più simile al linguaggio umano rispetto agli altri sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Come è nata l’idea del libro “Death of an Author

Come è nata l’idea del libro? Jacob Weisber, CEO della casa editrice Pushkin, lo scorso mese di gennaio ha chiesto a Marche se fosse interessato a utilizzare l’intelligenza artificiale generativa per produrre un giallo.

Marche, che scrive di intelligenza artificiale dal 2017, già a fine 2021 grazie all’utilizzo di una versione beta di Cohere aveva analizzato diverse versioni dei testi di Shakespeare provando ad entrare nella mente dell’autore inglese, ha affermato che questi software basati sull’intelligenza artificiale generativa potrebbero essere uno strumento per gli scrittori e si è dichiarato ottimista sulla crescita della scrittura algoritmica.

Quello di Marche ovviamente non è il primo esperimento, anche in Italia è uscito, lo scorso novembre, per il Saggiatore “Non siamo mai stati sulla Terra”, scritto a quattro mani da Rocco Tanica e Out0mat-B13, un’intelligenza artificiale online figlia di GPT-3.

Marche, però, non si è limitato a dialogare con l’intelligenza artificiale ha utilizzato intelligentemente (e in maniera innovativa) un mix delle piattaforme attualmente a disposizione per realizzare il prodotto qualitativamente più elevato possibile.

L’IA ancora non sa scrivere da sola, ma è un aiuto per gli scrittori

L’intelligenza artificiale generativa, ormai è chiaro anche ai più, può fare un ottimo lavoro nel fornire suggerimenti di scrittura, ma non è ancora in grado di creare da sola un testo emotivamente coerente e coinvolgente.

Non ci troviamo, quindi, di fronte ad un processo per il quale le macchine possono scrivere in autonomia un libro, il risultato ad oggi non sarebbe minimamente accettabile, ma siamo davanti all’evoluzione di strumenti che possono aiutare gli scrittori.

Ci sono due aree in cui gli strumenti di scrittura basati sull’intelligenza artificiale generativa possono essere particolarmente utili: suggerimenti di scrittura contestuale e ispirazione creativa.

L’autore di “Death of an Author” è intervenuto, come in un mosaico, su ogni pezzo del romanzo. Proprio la scelta delle piattaforme (ChatGPT, Sudowrite e Cohere), utilizzando ognuna per la caratteristica maggiormente performante guardando sempre al risultato d’insieme e non alla singola operazione è l’aspetto più innovativo della questione.

Per il critico letterario del New York Times Dwight Garner siamo ben lontani da un bel libro e ha definito “Death of an Author” un libro senz’anima.

Ma quello di Marche è un esperimento, e per tale va considerato. Lo stesso autore firma la postfazione del libro nella quale spiega che l’intelligenza artificiale, in letteratura, sarà qualcosa di simile ai suoni campionati nell’hip-pop. Gli autori migliori saranno quelli che sapranno utilizzare meglio le risorse a disposizione.

Come cambia lo storytelling aziendale con l’IA

Proporre contenuti originali, sempre più targettizzati per arrivare più facilmente agli interlocutori unite alla capacità di costruire una storia credibile e interessante sono i punti di forza di qualsiasi strategia di comunicazione aziendale. Mixare sapientemente i diversi strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa è un’abilità da sviluppare nel breve periodo.

Certamente, sia l’intelligenza artificiale generativa come strumento che l’esperimento di Marche come metodo possono essere considerati modelli altamente innovativi utili alla costruzione di un corporate storytelling efficace.

Sia che si tratti di una startup o di un’azienda consolidata, l’intelligenza artificiale generativa offre un’opportunità unica per distinguersi dalla folla e creare una narrazione capace di farsi ricordare. Death of an Author non è destinato a fare la storia della letteratura, ma solleva il sipario su un nuovo capitolo dello storytelling, in cui la creatività, l’intelligenza artificiale e il fattore umano si uniscono per creare storie coinvolgenti e che arrivano ad un pubblico sempre più vasto.

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