videogiochi e benessere

Video Game Therapy: la terapia digitale incontra la natura



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L’integrazione di elementi naturali nei videogiochi favorisce il rilassamento e la riduzione dello stress. La Video Game Therapy utilizza questo potenziale terapeutico per supportare la salute mentale

Pubblicato il 2 apr 2025

Francesco Bocci

Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Adleriano, esperto in psicologia dei videogiochi, Docente della Scuola Adleriana di Psicoterapia di Brescia

Angela Girelli

Psicologa, iscritta alla Scuola Adleriana di Psicoterapia Psicodinamica di Brescia, professionista qualificata Video Game Therapy



Video Game Therapy

La Video Game Therapy® o VGT sta emergendo come approccio innovativo e campo di studio che indaga l’impatto terapeutico dei videogiochi sul benessere psicologico e cognitivo. Attraverso un’esperienza interattiva ed immersiva, i videogiochi possono favorire stati mentali positivi e “fluidi”, tra cui il flow e il senso di magnifica meraviglia. In particolare, la rappresentazione della natura nei videogiochi ed il loro potenziale di amplificazione dell’esperienza sensoriale aprono nuove prospettive nel rapporto tra esseri umani, tecnologia e ambiente naturale.

Analizzeremo pertanto il legame tra natura e videogiochi attraverso concetti chiave come il flow, l’amplificazione virtuale e naturale, l’effetto meraviglia, lo stimolo ostensivo e la fiducia epistemica. Titoli di videogiochi commerciali, utilizzati all’interno del training della VGT®, come Neva, Gris, The Legend of Zelda e altri verranno utilizzati per esemplificare questi concetti.

Il concetto di flow nei videogiochi e il benessere psicologico

Il concetto di flow, definito dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi, descrive uno stato di totale immersione in un’attività, caratterizzato da elevata concentrazione, perdita della percezione del tempo e soddisfazione intrinseca. Questo stato si verifica quando il livello di sfida dell’attività è bilanciato rispetto alle capacità dell’individuo, permettendo un’esperienza coinvolgente e appagante. I videogiochi, grazie alla loro natura interattiva, rappresentano strumenti ideali per indurre il flow, poiché offrono un equilibrio dinamico tra difficoltà e abilità, mantenendo costantemente il giocatore impegnato e motivato.

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Un aspetto fondamentale del flow nei videogiochi è la capacità di creare esperienze immersive attraverso grafica dettagliata, narrazione avvincente e meccaniche di gioco intuitive annoverando così anche un importante dinamica di coinvolgimento sensoriale. La progettazione degli ambienti virtuali gioca un ruolo cruciale nel favorire la sensazione di presenza e connessione con il mondo di gioco, offrendo alla persona la percezione che realtà e virtuale si fondano come in un tutt’uno nell’esperienza vissuta. Elementi come il suono ambientale, l’interazione con il paesaggio e la fluidità dei movimenti contribuiscono a rafforzare la sensazione di realismo, amplificando l’impatto emotivo dell’esperienza.

L’integrazione di elementi naturali nei videogiochi è un ulteriore fattore che favorisce lo stato di flow. Titoli come The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Gris utilizzano paesaggi mozzafiato, colori armoniosi e una colonna sonora evocativa per stimolare un senso di esplorazione e connessione emotiva con l’ambiente virtuale. Questo tipo di design non solo arricchisce l’esperienza estetica, ma può anche avere effetti positivi sul benessere mentale, favorendo il rilassamento e riducendo lo stress.

Un aspetto innovativo dell’uso del flow nei videogiochi riguarda la Video Game Therapy che sfrutta il potere terapeutico dei videogiochi per migliorare il benessere psicologico. Quando questa pratica viene svolta in ambienti naturali, i benefici si amplificano, favorendo un’interazione più profonda tra il videogiocatore e il paesaggio circostante creando un profondo connubio benefico a livello psicofisico. La combinazione tra immersione digitale e contatto con la natura può facilitare una maggiore apertura psicofisica, aiutando le persone a sviluppare una sensibilità più profonda verso l’ambiente e verso sé stesse.

Un esempio significativo è tratto da una seduta di VGT presso il Parco delle Colline di Brescia:

“Mi sento rilassata e appagata a giocare immersa nella natura, mi sembra che sia un tutt’uno, io, l’aria, le piante, il rumore dell’acqua del fiumiciattolo ed il videogioco. Paradisiaco, videogiocare qui! È tutto semplicemente più magico… spettacolare!”

Questa testimonianza evidenzia come l’esperienza di gioco, quando vissuta in un contesto naturale, possa trasformarsi in un momento di armonia e benessere, andando oltre il semplice intrattenimento.

La natura nei videogiochi: effetti sulla mente e sul corpo

L’esperienza immersiva nei videogiochi, supportata dal concetto di flow, dimostra come il medium videoludico possa essere utilizzato non solo per il divertimento, ma anche per migliorare la qualità della vita e il benessere mentale. L’integrazione di ambienti naturali nei videogiochi e la pratica della Video Game Therapy in contesti reali sono strategie innovative che amplificano i benefici psicologici del gioco, creando un ponte tra il mondo digitale e quello fisico. Questa sinergia apre nuove prospettive sul potenziale terapeutico e artistico del videogioco, trasformandolo in uno strumento di crescita personale e connessione con l’ambiente.

Natura e videogioco: un dialogo tra virtuale e reale

L’estetica dei videogiochi spesso si ispira alla natura, creando ambientazioni evocative che favoriscono il benessere mentale e un senso di connessione con l’ambiente. La natura digitale riprodotta nei videogiochi non si limita a essere un semplice sfondo visivo, ma diventa un elemento attivo dell’esperienza ludica, capace di suscitare emozioni profonde e stimolare stati di rilassamento. Questo fenomeno trova riscontro nella teoria della Restorative Environment di Kaplan e Kaplan (1989), secondo cui l’esposizione a scenari naturali, anche in forma virtuale, ha un effetto rigenerativo sulla mente, riducendo lo stress e migliorando le capacità cognitive. Questo avviene perché gli ambienti naturali, reali o digitali, stimolano la soft fascination, un tipo di attenzione involontaria che permette al cervello di rilassarsi e recuperare energie, favorendo il ripristino delle funzioni cognitive superiori.

Numerosi videogiochi hanno saputo sfruttare questa caratteristica per offrire esperienze immersive che favoriscono la calma e il benessere psicologico. Titoli come Neva, Gris e Journey utilizzano colori tenui, paesaggi suggestivi e una direzione artistica armoniosa per indurre sensazioni di meraviglia e serenità, offrendo un’esperienza simile all’immersione in ambienti naturali reali. Altri giochi, come Abzû, Sky, The Legend of Zelda: Breath of the Wild, enfatizzano l’esplorazione libera e la contemplazione, elementi che favoriscono la mindfulness e la connessione emotiva con il mondo virtuale. La sensazione di presenza e coinvolgimento in questi mondi digitali è così forte che alcuni giocatori riportano esperienze sinestetiche, come la percezione di odori o sensazioni tattili inesistenti nella realtà fisica: “Sembra troppo vero correre in questi prati verdi, mi sembra di sentire il profumo dell’erba. Ti fa sentire rilassato.” (Seduta VGT con videogioco The Legend of Zelda); “Mi piace volare, mi sento libera, leggera, mi sembra di toccare le nuvole morbide, soffici e bianche, sembrano zucchero filato, che bello!” (Seduta VGT con videogioco Sky).

In un’epoca di crescente urbanizzazione e ridotto contatto con la natura, questi giochi rappresentano un’alternativa accessibile per supportare la salute mentale e promuovere una maggiore consapevolezza ambientale. La loro capacità di riprodurre paesaggi naturali e di incentivare l’esplorazione e la contemplazione suggerisce un potenziale terapeutico per la riduzione dello stress e il miglioramento del benessere psicologico. L’integrazione di elementi naturali nei videogiochi dimostra come il medium videoludico possa diventare non solo uno strumento di intrattenimento, ma anche un mezzo per la riscoperta del fondamentale e nutriente legame tra uomo e ambiente.

Tecnologia e natura: la sinergia tra virtuale e consapevolezza ambientale

Natura e virtuale si influenzano reciprocamente, creando esperienze immersive che favoriscono benessere e consapevolezza. La natura, da sempre fonte di ispirazione per l’essere umano, permea le esperienze digitali arricchendo l’estetica, la narrazione e l’esperienza emotiva dei videogiochi. Dall’altra parte, il virtuale permette di esplorare ecosistemi inaccessibili, potenziare il pensiero creativo (attraverso l’attivazione e l’allenamento delle Life and Soft Skills) e sviluppare nuove forme di interazione con il mondo naturale.

L’influenza benefica della natura sui mondi digitali è evidente in numerosi videogiochi che riproducono ambienti naturali con un alto grado di realismo e profondità sensoriale. Titoli come The Legend of Zelda: Breath of the Wild o Red Dead Redemption 2 sono esempi emblematici di come il design digitale possa evocare paesaggi dinamici e interattivi, suscitando nel giocatore emozioni e sensazioni analoghe a quelle sperimentate nella natura reale. Questi giochi non solo riproducono paesaggi verosimili, ma trasmettono anche un senso di meraviglia, esplorazione e rispetto per l’ambiente.

La Video Game Therapy, approccio emergente nell’ambito della psicologia, dimostra come alcuni videogiochi possano ridurre stress e ansia, favorendo mindfulness e rilassamento. Titoli come Animal Crossing e Abzû incentivano un’interazione armoniosa con l’ambiente virtuale, attraverso dinamiche di gioco che privilegiano l’esplorazione, la contemplazione e la connessione con elementi naturali. Il concetto di flow di Mihaly Csikszentmihalyi, come in precedenza richiamato, sottolinea come l’immersione in un’esperienza ludica possa generare stati di concentrazione profonda, riducendo l’ansia e migliorando il benessere psicologico.

Il dialogo tra reale e digitale non è un conflitto, ma un’opportunità per arricchire la percezione di sé e dell’ambiente circostante. La dissoluzione del confine tra fisico e digitale sta dando vita a esperienze trasformative, in cui il virtuale diventa uno strumento per comprendere meglio la natura e il proprio insight. Tecnologie come la realtà virtuale e aumentata amplificano questa connessione, offrendo esperienze sempre più coinvolgenti e personalizzate. Applicazioni come Google Earth VR permettono di esplorare paesaggi remoti, mentre progetti educativi basati sulla VR facilitano la conoscenza degli ecosistemi e la sensibilizzazione ambientale.

Oltre ai benefici psicologici, il connubio tra natura e virtuale può promuovere una maggiore consapevolezza ambientale. Alcuni videogiochi, come Endling: Extinction is Forever e Alba: A Wildlife Adventure, sensibilizzano i giocatori sull’importanza della conservazione della fauna e degli ecosistemi. Attraverso esperienze immersive, i videogiochi possono educare il pubblico alla sostenibilità e ispirare azioni concrete per la tutela dell’ambiente.

Il rapporto tra natura e virtuale si configura dunque come un dialogo fecondo e in continua evoluzione. Se da un lato la natura ispira mondi digitali evocativi, dall’altro il virtuale offre nuovi strumenti per esplorare, comprendere e valorizzare il nostro rapporto con l’ambiente. In questo contesto, i videogiochi non sono solo un mezzo di intrattenimento, ma anche una risorsa innovativa per la salute mentale, la consapevolezza ambientale e la crescita personale.

Effetto meraviglia: il potere trasformativo dell’estetica nei videogiochi

L’effetto meraviglia si riferisce alla capacità di un’esperienza di sorprendere e incantare il giocatore, stimolando emozioni profonde e un senso di stupore. Nei videogiochi, questo fenomeno si manifesta attraverso ambientazioni evocative, narrazioni immersive e meccaniche di gioco innovative, trasformando l’esperienza ludica in un viaggio sensoriale e introspettivo.

L’aspetto visivo gioca un ruolo cruciale nella creazione dell’effetto meraviglia. Titoli come Gris disfruttano colori, forme e animazioni per creare un mondo che si evolve in risposta alle emozioni della protagonista. Questa trasformazione dinamica dell’ambiente rafforza la connessione emotiva tra il giocatore e il gioco, rendendo ogni momento un’opera d’arte interattiva.

Un esempio emblematico è rappresentato da The Legend of Zelda: Breath of the Wild, in cui vasti paesaggi aperti e dettagliati suscitano un senso di scoperta e meraviglia. L’esplorazione libera e il design ambientale invitano il giocatore a perdersi nella bellezza del mondo di gioco, generando un’esperienza che ricorda la contemplazione di un capolavoro pittorico o la maestosità di un paesaggio naturale.

Oltre all’estetica, la narrazione gioca un ruolo chiave nell’evocare meraviglia. Giochi come Journey guidano il giocatore attraverso un viaggio metaforico, in cui la storia si sviluppa senza parole, affidandosi a immagini e suoni per trasmettere emozioni universali. La musica orchestrale e la progressione del viaggio creano una sinergia perfetta tra narrazione e impatto estetico, amplificando il senso di meraviglia.

Un altro esempio significativo è Life is Strange che utilizza una narrazione profonda e intimista per esplorare temi complessi come il destino, l’amicizia e il passare del tempo. La capacità della protagonista di riavvolgere il tempo non solo introduce una meccanica innovativa, ma amplifica anche l’impatto emotivo delle scelte del giocatore, rendendo ogni decisione un momento di forte coinvolgimento e meraviglia narrativa.

Anche Shadow of the Colossus utilizza il silenzio e la vastità del mondo per suscitare un senso di isolamento e grandezza. Il contrasto tra la solitudine del protagonista e la maestosità dei colossi che affronta amplifica il senso di stupore, trasformando ogni scontro in un momento di riflessione e meraviglia.

L’effetto meraviglia può emergere anche attraverso meccaniche di gioco innovative. In Abzû, il giocatore esplora gli oceani virtuali con movimenti fluidi e una colonna sonora dinamica che si adatta all’andamento dell’esplorazione. La sensazione di immersione e libertà simula l’esperienza di nuotare in un ecosistema marino vivo e vibrante.

Allo stesso modo, Outer Wilds offre un’esperienza di scoperta basata sull’esplorazione di un universo in continua evoluzione. Il loop temporale e la fisica realistica creano un senso di meraviglia scientifica, spingendo il giocatore a decifrare i misteri dell’universo e a riflettere sul tempo e lo spazio.

L’effetto meraviglia non si limita a catturare l’attenzione del giocatore, ma arricchisce l’esperienza ludica, incentivando l’esplorazione e stimolando una connessione emotiva profonda con il mondo virtuale. Questa capacità di evocare meraviglia trasforma il videogioco in una forma d’arte interattiva, in grado di suscitare emozioni simili a quelle provate di fronte alla grandezza della natura o a un’opera d’arte.

Come testimoniato da un giocatore durante una seduta VGT su Gris: “Oggi mi sono sentita bene nel gioco, Gris mi piace tantissimo, i suoi colori, le sfumature mi fanno entrare in un mondo alternativo dove sono calma, le musiche e gli ambienti sono meravigliosi, mi danno un senso di pace.”

Questa affermazione sottolinea come l’effetto meraviglia possa avere un impatto significativo sul benessere emotivo del giocatore, offrendo un rifugio e uno spazio di contemplazione attraverso l’arte digitale. I videogiochi, quindi, non sono solo strumenti di intrattenimento, ma vere e proprie esperienze trasformative che ampliano i confini dell’immaginazione e della percezione estetica.

Stimolo ostensivo e fiducia epistemica nei videogiochi

Gli studi di Sperber e Wilson (1995) sullo stimolo ostensivo suggeriscono che le informazioni trasmesse in modo evidente e coinvolgente facilitano l’apprendimento e la costruzione della conoscenza. Questo concetto si basa sulla teoria della pertinenza, secondo cui la comunicazione è efficace quando il destinatario percepisce un’informazione come rilevante e degna di attenzione. Nei videogiochi, questo principio si manifesta anche attraverso il game design, che guida il giocatore nell’esplorazione e nella comprensione del mondo virtuale senza ricorrere a spiegazioni esplicite, ma attraverso segnali visivi, sonori e ambientali.

Nel contesto videoludico, lo stimolo ostensivo opera come un meccanismo di apprendimento implicito, in cui il giocatore assorbe informazioni senza istruzioni dirette ma, attraverso un significativo apprendimento attivo esperienziale. La combinazione di interattività e stimoli sensoriali fornisce un’esperienza di apprendimento esperienziale, in cui il giocatore costruisce attivamente la propria conoscenza attraverso il feedback dell’ambiente virtuale. Questo approccio si allinea con le teorie dell’apprendimento situato (Lave & Wenger, 1991), secondo cui l’apprendimento avviene meglio quando è immerso in un contesto significativo e coinvolgente.

La fiducia epistemica —ovvero la predisposizione a considerare attendibili le informazioni ricevute—gioca un ruolo cruciale nel design dei videogiochi. Un giocatore che percepisce il mondo di gioco come coerente e affidabile è più incline a fidarsi delle proprie capacità di problem solving, decision making e interpretazione. Questo è particolarmente evidente nei giochi open-world, dove il giocatore è chiamato a scoprire meccaniche e strategie senza un tutorial esplicito, affidandosi a indizi ambientali e al proprio intuito.

Un esempio emblematico è The Legend of Zelda: Breath of the Wild, in cui il level design incentiva la scoperta autonoma. L’assenza di indicazioni intrusive e la possibilità di sperimentare liberamente con l’ambiente accrescono la fiducia del giocatore nelle proprie capacità, rendendo l’apprendimento un processo naturale e gratificante. Il gioco utilizza segnali visivi (come il design del terreno per indicare percorsi nascosti) e meccaniche intuitive (come il comportamento realistico degli elementi fisici) per comunicare informazioni senza testo esplicito.

In Neva, invece, lo stimolo ostensivo si manifesta attraverso la narrazione visiva e simbolica, che induce il giocatore a riflettere su temi profondi come la perdita e la rinascita. L’assenza di dialoghi espliciti viene compensata da un linguaggio artistico ricco di metafore visive ed emotive, che comunicano significati in modo immediato e universale. Questo tipo di comunicazione non verbale è efficace nel creare un legame emotivo tra il giocatore e il gioco, facilitando l’immersione e la comprensione intuitiva della storia. Anche giochi come Inside e Journey sfruttano lo stimolo ostensivo per guidare il giocatore, lasciandolo libero di interpretare il mondo di gioco attraverso l’osservazione e l’interazione. In Inside, ad esempio, il design dei livelli utilizza la luce, il movimento e il comportamento dei nemici per suggerire soluzioni ai puzzle, senza mai fornire istruzioni testuali. In Journey, la comunicazione tra i giocatori avviene esclusivamente attraverso suoni e movimenti, promuovendo una forma di apprendimento sociale basata sulla fiducia reciproca.

L’uso dello stimolo ostensivo nei videogiochi dimostra come il medium videoludico possa diventare un potente strumento di apprendimento implicito e di coinvolgimento emotivo. L’interazione con ambienti virtuali ricchi di significato permette ai giocatori di sviluppare competenze cognitive, come il pensiero critico e la risoluzione di problemi, nonché capacità empatiche e sociali. Inoltre, la fiducia epistemica rafforzata da questi giochi può avere ripercussioni positive sulla percezione dell’apprendimento nella vita reale, incoraggiando un atteggiamento esplorativo e autodidattico.

Verso una nuova alleanza tra natura e videogioco

La Video Game Therapy (VGT) apre nuove possibilità nel rafforzare il rapporto tra esseri umani e natura, utilizzando il medium videoludico non solo come strumento di intrattenimento, ma anche come mezzo per il benessere mentale e la connessione emotiva con l’ambiente. Titoli come Neva, Gris e The Legend of Zelda dimostrano come i videogiochi possano evocare emozioni profonde, stimolare stati di flow e amplificare la percezione del mondo circostante attraverso ambientazioni immersive e narrazioni evocative.

Il futuro della Video Game Therapy potrebbe vedere un’integrazione sempre più stretta tra esperienze virtuali e naturali, grazie allo sviluppo di giochi che favoriscano la meditazione, la riduzione dello stress e la consapevolezza ambientale. Tecnologie come la realtà virtuale e aumentata potrebbero amplificare questo processo, offrendo esperienze in grado di ricreare ambienti naturali con un realismo sempre maggiore, facilitando così l’accesso ai benefici della natura anche per chi vive in contesti urbanizzati.

La chiave sarà progettare esperienze che, pur essendo digitali, ci avvicinino sempre più alla bellezza e alla complessità della natura reale, stimolando un senso di meraviglia e rispetto per l’ambiente. I videogiochi potrebbero diventare strumenti educativi e terapeutici, capaci di sensibilizzare i giocatori sull’importanza della biodiversità e del contatto con la natura, promuovendo al contempo il benessere psicologico e la crescita personale.

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