Quando si parla di tecnologie quantistiche, il dibattito pubblico si concentra quasi sempre sul calcolo: sulla capacità, ancora in larga parte prospettica, di macchine in grado di rompere gli schemi crittografici asimmetrici oggi in uso o di simulare sistemi molecolari complessi. È una discussione legittima, e per chi si occupa di sicurezza lo è in modo particolare. Ma rischia di oscurare un fronte meno visibile e, per certi versi, più vicino alla maturità industriale: quello dei sensori quantistici, che consentono di misurare il mondo fisico con una sensibilità che le tecnologie classiche faticano a raggiungere. Per chi gestisce reti energetiche, idriche, di trasporto e di comunicazione, la differenza è sostanziale.
scenari
Dai tunnel ai chip: i sensori quantistici escono dai laboratori
I sensori quantistici promettono di rilevare cavità, difetti, correnti e anomalie oggi difficili da osservare, rafforzando il monitoraggio di reti energetiche, idriche e di trasporto. Tra prototipi, integrazione IIoT e cybersicurezza, la maturità industriale dipenderà da miniaturizzazione, standard e filiere affidabili
analista Hermes Bay
Presidente Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche

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