Nei primi giorni di febbraio l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali ha organizzato l’evento di presentazione della Piattaforma Nazionale di Telemedicina, PNT, una delle linee di investimento previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M6C1 Investimento 1.2.3.1).
Indice degli argomenti
Gli obiettivi del progetto
Si tratta del progetto che consentirà l’introduzione in maniera uniforme sul territorio nazionale della sanità a distanza e quindi di fruire di prestazioni sanitarie presso il proprio domicilio.
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Ciò è stato possibile in quanto nelle settimane precedenti si è avviata con successo la fase di popolamento dati da parte delle Regioni e delle Province Autonome di Bolzano e Trento che permetterà, entro dicembre 2025, l’assistenza di almeno 300.000 pazienti attraverso gli strumenti di telemedicina. Tale numero continuerà ad aumentare fino a circa 790.000 pazienti come previsto dal Decreto del Ministero della salute del 28 settembre 2023.
Le gare per le acquisizioni delle Infrastrutture Regionali di Telemedicina
Occorre inoltre considerare che per l’implementazione dei servizi minimi di Telemedicina sono state effettuate due gare mediante le regioni capofila Lombardia e Puglia. La prima per le acquisizioni delle Infrastrutture Regionali di Telemedicina (IRT) legate all’erogazione dei servizi minimi (finanziata con 340.819.917 euro ripartiti tra le Regioni e PP.AA con fondi PNRR); la seconda per l’acquisto delle postazioni di lavoro e la relativa logistica (finanziata con 186.281.702 euro ripartiti tra le Regioni e PP.AA con fondi PNRR).
La gara della regione Lombardia
Nello specifico la gara della regione Lombardia ha permesso l’acquisizione da parte delle Regioni e PP.AA. dei seguenti servizi minimi di Telemedicina:
- Televisita: 13 Regioni e PP.AA. aderenti su 21
- Teleconsulto: 14 Regioni e PP.AA. aderenti su 21
- Teleassistenza 15 Regioni e PP.AA. aderenti su 21
- Telemonitoraggio di base (pazienti bassa/media complessità): 17 Regioni e PP.AA. aderenti su 21
- Telemonitoraggio avanzato (pazienti ad alta complessità): 18 Regioni e PP.AA. aderenti su 21
Vale la pena ricordare che le Regioni e le PP.AA. che non hanno aderito alla gara della Regione Lombardia hanno individuato al proprio interno i servizi minimi per l’erogazione delle prestazioni.
La gara della Regione Puglia
Rispetto invece alla gara della Regione Puglia, sono 90.369 le postazioni previste per l’erogazione delle prestazioni di telemedicina da mettere a disposizione degli operatori sanitari in strutture quali Farmacie rurali, studi medici, Case di Comunità/Ospedali di Comunità/Centrali Operative Territoriali e più in generale enti dei vari SSR. In particolare, dalla programmazione delle Regioni e PP.AA. si evince come gli operatori sanitari che dovrebbero far uso della strumentazione e delle postazioni acquisite sono:
- Medici del ruolo unico 42.674
- Medici specialisti 121.969
- Pediatri di Libera scelta 6.650
- Infermieri 99.161
- Professionisti sanitari 121.597
Piattaforma Nazionale di Telemedicina, gli aspetti operativi
Dal punto di vista tecnologico, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina si compone di un’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT) di livello centrale e 21 Infrastrutture Regionali di Telemedicina (IRT) nelle Regioni/PP.AA. preposte all’erogazione dei servizi minimi di telemedicina.
La INT, attuata da AGENAS, mette a disposizione “servizi abilitanti” per lo sviluppo, l’armonizzazione e il monitoraggio dei servizi di Telemedicina. Inoltre, grazie all’adozione di standard internazionali, governa e permette l’interoperabilità tra i servizi delle diverse Regioni/PP.AA., con l’obiettivo di migliorare la qualità e la quantità dell’offerta sanitaria. Sempre in tale ottica di cooperazione, la INT è allineata con le altre infrastrutture e iniziative europee, supportando la strategia di utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in ambito sanitario per migliorare la salute e l’assistenza dei cittadini nonché la creazione dell’EU Health Data Space.
L’operatività della INT è assicurata mediante lo sviluppo di un apposito linguaggio – curato dai professionisti AGENAS – che permette di descrivere le attività da svolgere per erogare prestazioni e servizi sanitari in telemedicina.
Tale linguaggio è utilizzabile e leggibile sottoforma di grafici dagli operatori del sistema nonché trasformato in istruzioni informatiche subito eseguibili dalle piattaforme regionali e interoperabile con:
L’introduzione di un linguaggio uniforme permette, inoltre, di implementare sistemi di telemedicina su tutto il territorio nazionale caratterizzati da un elevato livello di confrontabilità, tracciabilità e verificabilità ma al contempo con un’ampia capacità di personalizzazione. Ciò consente di fornire al professionista sanitario uno strumento di supporto organizzativo – per l’utilizzo della telemedicina – comune su tutto il territorio nazionale, e agli attori coinvolti a vario livello nel governo dei servizi di accedere a funzionalità utili per finalità di governo e ricerca.
Piattaforma Nazionale di Telemedicina, gli aspetti amministrativi
AGENAS, mediante una procedura di partenariato pubblico privato, e con la collaborazione preventiva di ANAC (finalizzata a verificare la conformità degli atti), ha affidato la progettazione, realizzazione e gestione della Piattaforma Nazionale di Telemedicina in concessione a PNT Italia S.r.l., società costituita per il 60% da Engineering Ingegneria Informatica S.p.A. e per il 40% da Almaviva S.p.A., per la durata complessiva di 10 anni. Il contratto è stato siglato alla presenza del Ministro l’8 marzo 2023.
In data 16 gennaio 2025 il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo Schema di decreto del Ministero della salute recante la disciplina dei trattamenti di dati personali nell’ambito dell’infrastruttura Piattaforma nazionale di telemedicina.
Si tratta di un provvedimento – da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica – che modifica anche il decreto del Ministero della salute del 7 settembre 2023 e lo schema di decreto sull’Ecosistema Dati Sanitari (EDS). I prossimi passaggi per l’approvazione definitiva dello schema di decreto prevedono il parere dell’Agenzia per la cybersicurezza oltre che sentire la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
Ci sarebbero molti altri aspetti da riportare ma, per tutti coloro che sono interessati, sul sito dell’Agenzia sono disponibili tutte le presentazioni dei relatori nonché il video completo dell’evento.