scenari

Gestione del rischio proattiva: strategie per il successo aziendale



Indirizzo copiato

La gestione del rischio proattiva permette alle aziende di anticipare minacce, ridurre l’incertezza e proteggere il valore. Ecco le strategie innovative e gli strumenti tecnologici per rafforzare la resilienza aziendale e ottenere un vantaggio competitivo duraturo

Pubblicato il 1 apr 2025

Maurizio Fabris

Partner – Studio Alcor Commercialisti

Dario Lenarduzzi

Partner – Studio Alcor Commercialisti



Gestione del rischio proattiva

La gestione del rischio è ormai una funzione cruciale per le aziende di ogni dimensione.

La capacità di identificare, valutare e mitigare i rischi ha implicazioni fondamentali per la stabilità e la resilienza aziendale e può determinare non solo la sopravvivenza a lungo termine, ma anche il successo in un ambiente dinamico e incerto.

L’importanza di una governance aziendale proattiva

La governance aziendale in risposta a questa sfida, deve adottare un approccio proattivo, evolvendo i tradizionali metodi di risk management e integrando soluzioni innovative come l’analisi predittiva e il monitoraggio continuo.

WHITEPAPER

Essere DPO nel 2025: quali sono le competenze e i requisiti necessari

Legal
Data protection

Adottare un approccio proattivo non significa semplicemente reagire ai rischi una volta manifestati, ma anticiparli e sviluppare strategie efficaci per mitigarli prima che possano arrecare danno. Questo consente alle aziende di ridurre l’incertezza, proteggere il valore e diminuire significativamente la probabilità di subire interruzioni critiche.

Le aziende che adottano modelli predittivi, monitoraggio continuo e scenari di simulazione possono reagire più velocemente e adattarsi a cambiamenti improvvisi.

In definitiva, una gestione del rischio proattiva non solo protegge, ma fortifica l’organizzazione, permettendo di navigare più efficacemente attraverso incertezze e crisi, garantendo stabilità a lungo termine.

Limiti della gestione del rischio tradizionale

La gestione del rischio tradizionale è stata finora prevalentemente reattiva, basata su modelli quantitativi e qualitativi per la valutazione dei rischi e sull’identificazione di questi ultimi attraverso analisi statiche effettuate a intervalli fissi (annuali, semestrali o trimestrali), con decisioni basate su scenari ipotetici. Sebbene utile in molte circostanze, questo approccio presenta limiti significativi: ridotta capacità di reazione ai rapidi cambiamenti economici, tecnologici o geopolitici, mancanza di visibilità su potenziali minacce non individuate e difficoltà nel gestire grandi volumi di dati.

Limiti, questi, che rendono necessaria l’adozione di nuovi approcci e metodologie per assicurare maggiore prontezza di reazione e una maggiore accuratezza delle previsioni.

Il ruolo dell’analisi predittiva nella gestione del rischio proattiva

L’analisi predittiva, basata su algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale (IA), consente di analizzare i dati storici e fare previsioni su eventi futuri, rappresentando un potente strumento in grado di rivoluzionare la gestione del rischio. Integrando queste tecnologie nei processi aziendali, le imprese possono acquisire un vantaggio competitivo significativo, identificando precocemente segnali di potenziali rischi, valutandone l’impatto e la probabilità di accadimento e, soprattutto, sviluppando strategie di mitigazione più mirate e tempestive.

Esempi di applicazione includono l’analisi del deterioramento di solvibilità di un fornitore, l’instabilità politica di una regione, i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, nonché la stima dell’impatto  di una recessione economica sui ricavi o di un attacco informatico sulla sicurezza dei dati o ancora, la variazione dei tassi di interesse.

Monitoraggio continuo: un pilastro della gestione del rischio

Oltre all’analisi predittiva, un altro elemento fondamentale per implementare la gestione del rischio è il monitoraggio continuo attraverso l’utilizzo di strumenti e piattaforme che consentano alle aziende di monitorare costantemente i propri rischi. L’utilizzo di sistemi di monitoraggio consente di tracciare una vasta gamma di parametri in tempo reale e se integrati con altri sistemi aziendali, quali la gestione delle operazioni e la pianificazione delle risorse aziendali ERP, di attuare un’azione tempestiva, flessibile e coordinata su più fronti. Ne sono un esempio le attività utilizzate per monitorare le vulnerabilità informatiche o i rischi legati alle catene di approvvigionamento, alle fluttuazioni di mercato e, ancora, per monitorare i flussi finanziari e le performance operative.

Sinergia tra analisi predittiva e monitoraggio continuo

L’utilizzo congiunto e integrato dell’analisi predittiva e del monitoraggio continuo crea una sinergia che potenzia enormemente la capacità di gestione del rischio dell’azienda. Le previsioni basate sui dati storici possono essere continuamente aggiornate e validate grazie ai flussi di dati elaborati in tempo reale e provenienti dal monitoraggio continuo, creando un ciclo virtuoso che migliora costantemente la capacità di previsione e di risposta.

Le sfide dell’implementazione della gestione del rischio proattiva

Nonostante i benefici evidenti, l’adozione dell’analisi predittiva e del monitoraggio continuo presenta diverse sfide. L’integrazione di queste tecnologie richiede un investimento significativo in infrastrutture tecnologiche e in competenze specialistiche, con adozione di software avanzati, piattaforme di big data e strumenti di machine learning e, non ultima, una attenta e continua formazione del personale.

Inoltre, la gestione del rischio basata su dati deve affrontare il problema della qualità delle informazioni: dati incompleti, errati o distorti possono compromettere la precisione delle previsioni e del monitoraggio. È quindi fondamentale che le aziende adottino politiche di gestione dei dati solide, assicurando che le informazioni siano accurate, aggiornate e di alta qualità e che la loro raccolta e utilizzo rispettino le normative sulla privacy e la protezione dei dati.

Revisione dei processi aziendali per un approccio proattivo

Pertanto, per giungere all’implementazione di un sistema di gestione dei rischi funzionale e proattivo, adottando nuove e più moderne metodologie, si rende necessaria una revisione completa dei processi in uso in azienda.

Il primo passo per una revisione efficace è comprendere come i rischi siano attualmente gestiti all’interno dell’organizzazione. Questo richiede la raccolta di dati sui processi, sugli strumenti e sulle metodologie adottate, oltre che sulle performance passate nella gestione del rischio.

Questo può includere un’analisi delle politiche e procedure esistenti, delle risorse dedicate alla gestione del rischio, dei rischi precedentemente identificati e degli eventi imprevisti che hanno avuto un impatto significativo. È essenziale coinvolgere i vari stakeholder aziendali in questa fase, inclusi i team operativi, finanziari e di IT, per ottenere una panoramica completa.

Cultura aziendale e gestione del rischio proattiva

Un altro aspetto cruciale nella revisione dei processi di gestione del rischio è l’identificazione di nuovi rischi non ancora considerati. Ciò richiede alle aziende un costante aggiornamento delle proprie pratiche e la definizione di indicatori di rischio misurabili e monitorabili. L’analisi predittiva e il monitoraggio continuo si rivelano strumenti preziosi già in questa fase.

Dopo aver aggiornato i rischi e le metodologie di valutazione, è fondamentale rivedere le strategie di mitigazione. Le soluzioni adottate in passato potrebbero infatti non essere più adeguate per gestire i nuovi rischi.

Un altro aspetto fondamentale della revisione del processo di gestione del rischio riguarda la cultura aziendale. È essenziale che tutti i livelli aziendali comprendano l’importanza della gestione del rischio e siano coinvolti attivamente nella sua implementazione. Questo significa promuovere una cultura di consapevolezza e comunicazione dei rischi, dove ogni dipendente, dai manager agli operatori, sia stimolato a identificare, segnalare e affrontare i rischi in modo proattivo.

L’adozione di strumenti avanzati come l’analisi predittiva e il monitoraggio continuo sta, quindi, diventando essenziale per una gestione efficace del rischio.

White Paper

Scopri come l'AI Act trasforma la responsabilità nell'innovazione. Leggi il nostro whitepaper!

Intelligenza Artificiale
Legal

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati

Articolo 1 di 4